L’Educazione Finanziaria : Motore del Sistema Economico

LABORATORIO PER LE POLITICHE DI GENERE

Nelle numerose analisi svolte nell’ambito delle cosiddette differenze di genere, Gender Gap, abbiamo notato come permanga una zona oscura rappresentata dal mancato accesso delle donne alle risorse finanziarie, alla loro gestione, e quindi dagli ostacoli che le impediscono di arrivare alla piena autonomia economica indipendentemente dall’avere un reddito da lavoro dipendente o imprenditoriale e/o di contribuire fattivamente al sostentamento della Famiglia.Come si sa il fenomeno della violenza è ciclico e si sviluppa in tre distinte fasi. L’innesco del cosiddetto “ciclo della violenza” è preceduto da un comportamento strategico dell’uomo mirante a isolare la donna e farle rompere ogni legame significativo di tipo familiare, amicale e con il lavoro. La violenza economica rientra nella fase di isolamento della donna nell’impedirle di tenere il proprio lavoro o sequestrandole il reddito, facendo confluire il denaro su conti cointestati ove la donna non ha ne’ bancomat ne’ libretto di assegni. Portandole via il suo denaro, può addirittura costringerla a procurarne con modalità più o meno lecite nel peggiore dei casi.

TRUST WOMAN CARE

Lo scorso Luglio 2016 è stato costituito dai cosiddetti Disponenti il Trust Woman Care: gli stessi sentono il desiderio e il dovere morale di porre parte dei frutti delle loro energie al servizio della collettività. Anche a motivo di alcune esperienze che li hanno toccati profondamente, sono giunti all’intendimento di voler favorire una cultura contro la violenza sulle donne e promuovere attività che in concreto garantiscano il contrasto, con ogni mezzo utile consentito dalla legge, non solo a livello culturale, mediatico e d’immagine, ma anche operativo e quindi con riflessi sociali e materiali:

  • del così detto “femminicidio” e/o di ogni altro reato nonchè ogni altro comportamento, anche non penalmente rilevante, commesso ai danni fisici, morali e di immagine delle donne per motivi basati sul genere, fornendo in particolare aiuto e supporto alle vittime ed ai loro familiari;
  • del così detto “bullismo” e/o di ogni altro reato nonchè ogni altro comportamento, anche non penalmente rilevante, commesso ai danni delle persone, non solo donne, considerate bersagli facili e/o incapaci di difendersi, fornendo aiuto e supporto alle vittime e ai loro familiari.
  • favorire il rispetto della parità di genere in tutti gli ambiti della vita civile, sociale, familiare e lavorativa anche oltre gli aspetti strettamente legali e giuridici;
  • garantire alle donne gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano ai lavoratori uomini, come previsto dall’art. 37, comma 1, della Costituzione della Repubblica Italiana (a norma del quale, inoltre, “le condizioni di lavoro devono consentire alla donna l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale e adeguata protezione”);
  • garantire alle donne l’accesso agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza rispetto agli uomini, e in generale una situazione di “pari opportunità”, come previsto dall’ art. 51, comma 1, della Costituzione della Repubblica Italiana.

Lo Scopo del Trust consiste esclusivamente nella solidarietà sociale, da realizzarsi attraverso attività di beneficenza di cui all’art. 10 comma 1, lett. A. del D.Lgs. 4 dicembre 1997 n. 460 e sue successive modifiche e integrazioni (per l’innanzi “Legge Onlus”) e, in particolare, attraverso la concessione di erogazioni gratuite in denaro, con utilizzo di somme provenienti dalla gestione patrimoniale o da donazioni appositamente raccolte, a favore di enti senza scopo di lucro operanti prevalentemente nei settori di cui all’art. 10 comma 1, lettera a) della Legge Onlus, per la realizzazione diretta di progetti di utilità sociale nei settori meglio specificati nelle premesse di questo Strumento nonchè di progetti di istituzione ed organizzazione di centri funzionale alle suddette attività, secondo quanto previsto dall’art. 10 comma 2-bis della Legge Onlus.

DECRETO INTERMINISTERIALE 10 NOVEMBRE 2017

Sul sito del Ministero del lavoro, nella sezione “Normativa”, è stato pubblicato il Decreto interministeriale del 10 novembre 2017 con il quale, in attuazione dell’art. 2, punto 4, lett. f), del Regolamento (UE) n. 651/2014 (sostitutivo del Regolamento (CE) n. 800/2008), sono individuati i settori e le professioni caratterizzati, per il 2018, da un tasso di disparità uomo-donna, in termini occupazionali, che supera almeno del 25% il valore medio annuo, per i quali i datori di lavoro beneficiano degli incentivi all’assunzione previsti dall’art. 4, comma 11, della legge n. 92/2012 (legge Fornero).

Le agevolazioni attengono le assunzioni nel settore privato, sia con contratto a tempo indeterminato sia a termine, di donne di qualsiasi età, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, effettuate, anche in somministrazione, e consistono nella riduzione del 50% dei contributi, per una durata di dodici o diciotto mesi, a seconda della tipologia contrattuale di lavoro.

Tra i settori individuati è annoverato anche quello delle costruzioni, per il quale viene rilevato un tasso di disparità pari all’83,5%. Nell’ambito delle categorie professionali che presentano una elevata percentuale di disparità sono segnalate anche gli operai specializzati dell’edilizia e le professioni non qualificate nelle costruzioni.

 

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