RISPARMIATORI

Educazione finanziaria degli Italiani: a che punto siamo?

Lo scorso 14 settembre è stata presentata la ricerca “Consapevolezza, fiducia, crescita: le sfide dell’educazione finanziaria”, progetto del Centro Einaudi e di Intesa Sanpaolo, basato su interviste effettuate da Doxa fra gennaio e febbraio 2017. L’Indagine sul risparmio e sulle scelte finanziare degli italiani affronta ogni anno un tema monografico: nel 2017 l’attenzione si è concentrata sull’alfabetizzazione finanziaria, ovvero su livello di attenzione degli italiani in questo campo, le fonti dell’educazione finanziaria e le relazioni di questa con diverse variabili.

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Rapporto Consob Famiglie 2017

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Consob ha pubblicato il Rapporto 2017 sulle scelte di investimento delle famiglie italiane, nel quale vengono fornite evidenze in merito alle scelte di portafoglio degli investitori retail alla luce dei relativi modelli decisionali, livello di conoscenze finanziarie e attitudini comportamentali. Il Report 2017 – curato da Nadia Linciano (coordinatrice), Monica Gentile e Paola Soccorso della Divisione Studi, Ufficio Studi Economici Consob – prende in esame i temi relativi a ricchezza e risparmio delle famiglie nell’area Euro, conoscenze finanziarie e tratti comportamentali, pianificazione finanziaria e risparmio, scelte e abitudini di investimento, la domanda di consulenza finanziaria. Il Focus dell’edizione 2017 è invece dedicato alle attitudini verso l’informazione finanziaria.

Ricchezza e risparmio delle famiglie nell’area Euro

Nel corso del 2016, in linea con gli andamenti rilevati nell’area Euro, è proseguita la crescita del reddito disponibile delle famiglie italiane, la cui ricchezza netta è rimasta invece sostanzialmente stabile attorno ai livelli pre-crisi. Il tasso di risparmio domestico è lievemente aumentato, anche se continua ad attestarsi a un livello inferiore ai valori di lungo periodo e alla media dell’Eurozona. Gli indicatori di indebitamento delle famiglie – pur superiori al dato registrato prima del 2007 – rimangono significativamente più contenuti di quelli europei. Nel mercato del credito, i prestiti alle famiglie hanno raggiunto il livello più alto dell’ultimo triennio, sebbene soprattutto in Italia la domanda mostri un andamento discontinuo.

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Rapporto Consob Famiglie 2016

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Ricchezza e risparmio delle famiglie nell’area euro
Negli ultimi anni, la ricchezza netta delle famiglie dell’Eurozona è aumentata (+3,2% nel 2015), mentre è rimasta sostanzialmente invariata in Italia (+0,4% circa nel 2015), dove l’aumento delle attività finanziarie (+5,2%) è stato controbilanciato dalla riduzione delle attività reali (-3%; Figure 1.1). Nell’area euro, il rafforzamento della situazione economica delle famiglie (testimoniato a partire dal 2013 dalla ripresa dell’occupazione e dall’aumento del reddito disponibile; Figure 1.2) è andato di pari passo con il costante miglioramento del sentiment degli operatori e il graduale ritorno del tasso di risparmio sui livelli pre-crisi (13%). In Italia, pur mostrando un andamento analogo a quello dell’Eurozona, il tasso di risparmio resta molto al di sotto dei valori di lungo periodo, segnando un divario crescente rispetto alla media europea (rispettivamente, circa il 10% e il 13% a fine 2015; Figure 1.3). Una maggiore percezione del rischio e un minore interesse per gli investimenti finanziari continuano a orientare le preferenze delle famiglie verso prodotti liquidi (circolante e depositi), prodotti assicurativi e fondi pensione, a fronte di una contrazione del peso di azioni e obbligazioni. Un andamento simile si registra anche in Italia, dove i fondi comuni hanno tuttavia sperimentato un netto recupero (Figure 1.4). Per quanto riguarda le passività finanziarie, nell’Eurozona la posizione delle famiglie è rimasta solida, come emerge anche dalla leggera diminuzione, a partire dal 2013, dell’incidenza del debito sia sulle attività finanziarie sia sul Pil (rispettivamente, 32% e 61% a fine 2015). I dati per l’Italia rimangono stabilmente inferiori alla media dell’area euro (attestandosi, rispettivamente, a 23% e 43% nel 2015), malgrado il differenziale si sia ridotto nel corso degli ultimi anni (Figure 1.5). I prestiti bancari alle famiglie, dopo la significativa contrazione negli anni precedenti, mostrano graduali segnali di ripresa a partire dalla fine del 2014, grazie al contributo positivo sia dell’offerta sia della domanda (Figure 1.6 e Figure 1.7) e alla costante diminuzione dei tassi sui prestiti bancari (Figure 1.8).

Fonte: Consob

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Rapporto Consob Famiglie 2015

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