La Borsa punta sul rimbalzo del settore.

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31 July 2016 PRESS REVIEW

31/07/2016 Il Sole 24 Ore

 

Speciale stress test I precedenti All’indomani dei passati esercizi sulle banche non è seguito un recupero

generalizzato dei titoli sotto pressione alla vigilia L’IMPATTO SUI MERCATI

La Borsa punta sul rimbalzo del settore.

Piazza Affari «testa» la possibile svolta: da inizio anno il comparto ha ceduto oltre il 47%

Maximilian Cellino

pTerminato l’incubo degli stress test senza che in fondo vi siano state particolari sorprese («bocciatura» del

Monte dei Paschi compresa), la speranza dell’investitore medio è che il mercato rimuova anche quella

cappa di incertezza che negli ultimi mesi ha condizionato Piazza Affari ben oltre misura rispetto al resto dei

listini europei. Sbilanciarsi in previsioni sulla riapertura delle Borse all’indomani dell’appuntamento clou di

fine luglio potrebbe però essere quantomai azzardato, alla luce di quelle criticità che ancora pesano sul

sistema finanziario nazionale e anche su quello europeo, che gli esami condotti dall’European Banking

Authority (nonostante gli esiti mediamente positivi) faticano a nascondere. In un report pubblicato proprio

questa settimana, Barclays Research avvertiva che nessuno dei precedenti stress test effettuati sia sulle

banche europee, sia su quelle Usa, aveva poi comportato un successivo rerating del settore bancario. In

altre parole, alla tensione precedente l’appuntamento non è in genere poi seguito un recupero stabile e

duraturo delle quotazioni dei titoli più colpiti. Certo, stavolta gli elementi perché questo possa accadere

sono presenti soprattutto per quanto riguarda l’Italia, vista la particolare violenza con cui i rappresentanti del

credito nazionale sono stati colpiti negli ultimi mesi (nonostante un recupero di oltre il 10% dai minimi del 6

luglio, l’indice Ftse Italia Banks resta ancora sotto del 47% rispetto a inizio anno)e perché la soluzione

tampone per il caso più spinoso, quello di Mps, sembra essere stata trovata. Anche sotto questo aspetto

occorre però probabilmente andare con i piedi di piombo: la stessa Barclays avvertiva come l’ammontare

delle sofferenze lorde nella pancia della banca senese rappresentasse appena il 13% di quello presente in

Italia, ricordando quindi (se mai ce ne fosse bisogno), che quello dei crediti problematiciè un virus nazionale

e tutt’altro che circoscritto. L’eventuale rivalutazione, nel medio termine, passa dunque dalla soluzionea

livello sistemico di questo problema, che ancora non sembra alle porte.E passa soprattutto, allungando

l’orizzonte temporale, dal vero nocciolo della questione: come sviluppare modelli di business in grado di

ritrovare una redditività accettabile in un contesto caratterizzato da crescita asfittica (per l’Italia soprattutto)

e tassi zero o negativi (per tutta l’Eurozona). Tutto ciò non esclude in ogni caso chei mercati possano

immediatamente rimbalzare come sollievo dello scampato pericolo: «I dati pubblicati sono confortanti,

soprattutto rispetto a quelli dei precedenti stress teste il Ftse Mib ha spazio per riavvicinarei 18mila punti sui

quali viaggiava prima della Brexit e possibilmente per allungare ulteriormente verso quota 20mila, anche

alla luce dei risultati trimestrali brillanti presentati da diverse aziende e in molti casi relegati in secondo

piano dalle tensioni sulle banche», spiega Claudia Segre, presidente di Global Thinking Foundation. «Su

Mps aggiunge

un operatore il

mercato potrebbe anche apprezzare il tempismo con cui, poco prima della

diffusione dei risultati dello stress test, è stato comunicato il raggiungimento dell’accordo per il salvataggioe

il via libera al piano da parte della Bce». Più in generale, «l’Italia e la Spagna escono relativamente bene

dall’esame Eba», sottolinea ancora Segre, che però non nasconde le potenziali criticità emerse: «Fra le

peggiori dieci della lista troviamo anche banche di grande rilevanza sistemica come UniCredit, le

britanniche Barclays e Rbs, le tedesche Deutschee Commerzbank che, al di là dei casi isolati come Monte

Paschi, destano maggiore preoccupazione». Non saranno comunque le sole banche a muovere i listini,

perchéè probabile che da domani anche in Europa l’interesse torni a focalizzarsi sulle mosse di politica

monetaria, in particolare oltre l’Atlantico. Il dato deludente sul Pil Usa di venerdì scorso ha in parte

raffreddato le attese su un possibile intervento sui tassi da parte della Federal Reserve già a settembre: in

attesa che nel consueto appuntamento di fine agosto di Jackson Hole il presidente Janet Yellen fornisca indicazioni più chiare, Wall Street inizierà a soppesare gli indici Ism di domanie mercoledì, ma soprattutto i

consueti dati sul mercato del lavoro in programma il primo venerdì del mese. E l’Europa, ovviamente, non

potrà non tenerne conto.

Retail

La fotografia

-22,08%

-28,20%

-28,42%

-32,42%

-41,16%

-47,43% M ps Tlc Ubi B pm B per Banche -80, 34 -74, 98 -58, 69 -57, 31 -55, 74 -53, 48 -52, 88 -50, 96 -48,

59 -38, 40 -47, 87 -46, 61 UniCredit Finanziari Ser vizi Finanziari Credit S uisse B anco P opolare B. Com.

P ort ugues E urobank E rgas ias Banco Pop. Español Assicurazioni Comm erz bank Deutsc he B ank

BANCHE SOTTO STRESS Variazione % del titolo da inizio anno Performance percentuale da inizio anno I

SETTORI SOTTO PRESSIONE A PIAZZA AFFARI