I Millennials e l’Educazione Finanziaria: una Prospettiva Globale

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18 July 2017 APPROFONDIMENTI, EDUCAZIONE FINANZIARIA

I Millennials e l’Educazione Finanziaria: una Prospettiva Globale

 

Maggio 2017,

Estratto dalla Ricerca di Annamaria Lusardi e Noemi Oggero di GFLEC, finanziata da Global Thinking Foundation.

 

La Prospettiva Italiana

Tra i Paesi più sviluppati, l’Italia è quello con la percentuale di educazione finanziaria tra i cittadini più bassa. Solo il 37% degli italiani è in grado di rispondere correttamente ad almeno tre dei quattro quesiti su concetti finanziari di base. Non solo l’Italia si trova tra le peggiori performance di educazione finanziaria dei Paesi sviluppati, ma viene anche superata da alcuni Paesi in via di sviluppo, come Sud Africa e Russia, che rispettivamente raggiungono il 42 e il 38% in educazione finanziaria tra gli abitanti.

Generalmente i giovani adulti hanno un livello di educazione finanziaria minore rispetto ai corrispondenti di mezza età nei Paesi sviluppati, mentre nei Paesi in via di sviluppo i giovani adulti mantengono un livello decisamente più avanzato. Sorprendentemente, i Millennials Italiani raggiungono livelli più alti di educazione finanziaria, rispetto al resto dei cittadini. Similmente alle nazioni in via di sviluppo, anche in Italia il grado di cultura finanziaria diminuisce con l’età: il 47% delle persone d’età tra i 15 e i 34 anni può essere considerata con una buona cultura finanziaria, in opposizione con il 39% tra i cittadini d’età compresa tra i 35 e 54, ed infine il 35% delle persone con età superiore a 55 anni.

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I bassi livelli di educazione finanziaria in Italia sono confermati anche dai dati PISA (Programma per la Valutazione Internazionale degli Studenti) del 2012. La performance media dei quindicenni Italiani in educazione finanziaria si posiziona al penultimo posto. Inoltre, nella maggioranza delle nazioni ed economie che hanno partecipato allo studio PISA, non sono state rilevate differenze di genere nei risultati medi di educazione finanziaria. L’Italia si presenta come unica eccezione, con gli studenti che raggiungono in media risultati migliori delle studentesse. La cultura finanziaria in Italia non è quindi solo bassa tra i Millennials, ma anche tra gli studenti delle scuole superiori, mostrando come questa generazione prossima alla maggiore età potrebbe non fare di meglio dei giovani adulti di oggi.

Le Prospettive Internazionali

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La necessità di educazione finanziaria dei Millennials viene sottolineata anche dalla tendenza contemporanea dei governi e datori di lavoro di trasferire la responsabilità di risparmio ed investimento, in vista anche della pensione, ai singoli individui. Meno spesa pubblica ed aspettative di vita più lunghe rendono più difficile il raggiungimento della sicurezza finanziaria al tempo della pensione.

Le direttive dei governi per la financial inclusion, che vogliono incrementare la possibilità di aprire e utilizzare conti correnti, possono portare senza la dovuta educazione finanziaria a debiti, insolvenza o default del mutuo.

Nel mondo il 33% degli adulti possiede un’efficace cultura finanziaria (S&P Global FinLit Survey).

5 miliardi di persone non ha ancora una conoscenza soddisfacente in materia di educazione finanziaria (S&P Global FinLit Survey). Un adulto su tre mostra adeguate conoscenze finanziarie.

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Paesi Sviluppati: in media il 55% degli abitanti possiede una buona educazione finanziaria – Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Gran Bretagna e USA – con ampie disparità, dai 68% del Canada ai 37% dell’Italia. Nel Sud Europa, l’Italia e il Portogallo sono agli ultimi posti.

Paesi Sviluppati (differenze di età): la cultura finanziaria si riscontra nel 56% dei cittadini di età minore ai 35 anni, nel 63% di quelli con un’età compresa tra i 36 e i 50, scendendo ancora per i cittadini di età superiore, ancora meno per gli over-65.

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BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa): in media il 28% degli abitanti possiede una buona educazione finanziaria – con ampie disparità, dai 42% del Sud Africa ai 24% dell’India.

BRICS (differenze di età): gli individui tra i 15 e i 35 anni hanno il livello di cultura finanziaria maggiore delle altre fasce d’età, dove quella over-65 mostra un grado più basso.

Educazione Finanziaria e Reddito (in termini di PIL pro capita): la differenza di reddito spiega le differenze in educazione finanziaria solo considerando la ricca metà dell’economie mondiali. In queste economie, solo il 38% della variazione può essere collegata alla differenza di reddito tra gli stati. = le politiche di educazione finanziaria hanno più impatto di altri fattori.

PISA: Educazione Finanziaria e Reddito (in termini di PIL pro capita): la differenza di reddito spiega solo il 16% della variazione.

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Educazione Finanziaria e Conto Corrente: il livello di educazione finanziaria è decisamente più alto tra i Millennials e la percentuale dei quindicenni che hanno un conto in banca o un conto cointestato. L’associazione è dovuta a valori socio-economici, e dal coinvolgimento con la banca, in quanto alcuni studi dimostrano una tendenza al risparmio per chi possiede un conto.

Educazione Finanziaria ed Internet: il livello di educazione finanziaria aumenta tra i 15 e 34 anni aumenta con l’aumentare dell’uso di internet.

Educazione Finanziaria ed il Credito: i singoli che usano istituzioni di credito tradizionali hanno un livello di educazione finanziaria più alta che i corrispettivi che chiedono un prestito a famigliari o amici. Strumenti di risparmio semiformali sono generalmente associati ad individui con una buona cultura finanziaria.

Educazione Finanziaria e Fragilità Finanziaria: gli individui con una maggiore cultura finanziaria sanno gestire meglio imprevisti finanziari e spese inaspettate.

I programmi e progetti per aumentare la cultura finanziaria tra i Millennials possono aiutare a minimizzare i costi, migliorare la propria base finanziaria in caso di emergenze, e rafforzare la propria sicurezza economica.

Gli adulti con maggior cultura finanziari mostrano meno problemi di debito, con buone prospettive di risparmio per la pensione. = il governo deve provvedere a coltivare il proprio impegno per aumentare l’educazione finanziaria dei cittadini.

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