Psicologia e mercati: cos’è la finanza comportamentale?

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21 Luglio 2017 APPROFONDIMENTI

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Cosa influenza davvero il comportamento di un investitore? La risposta della teoria classica economica è la razionalità, alla luce dell’andamento dei mercati e dei prezzi. Ma la realtà è molto più complessa: Daniel Kahneman (Nobel per l’Economia 2002) e Amos Tversky hanno dimostrato come le decisioni dell’investitore generano anomalie sul mercato stesso, sviluppando la Teoria del Prospetto (1979).

Analizzando una serie di questionari e test psicologici, Kahneman e Tversky mostrano come le decisioni sono influenzate non solo dal contesto ma anche dal linguaggio con cui il quesito è posto.

Il risultato finale è un diverso approccio tra guadagno e perdita: se ad un primo sguardo la differenza tra questi elementi sembra scontata, un’analisi ulteriore dimostra come la finanza comportamentale scavalca tutte le teorie classiche, dai Mercati Efficienti all’Utilità Attesa.

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Considerando una situazione di effettivo potenziale guadagno, il singolo non è spesso in grado di condurre un conto probabilistico, scegliendo quindi un’opzione certa (“effetto certezza”). Tra un guadagno certo di ammontare minore e uno potenziale maggiore prediligono sempre la prima scelta.

Nel caso di perdite, invece, l’investitore si comporta in maniera differente: i test hanno dimostrato come il singolo preferisce un’opzione che comprende un rischio di una grossa perdita probabile, invece che optare per una perdita certa di minore ammontare.

Questa asimmetria è dovuta alla sovrastima del dato certo, portando quindi all’avversione al rischio nel caso di un guadagno, e una propensione al rischio alla luce di possibili perdite: il comportamento (“effetto riflesso”) viene spinto quindi da una stima soggettiva delle probabilità, non da irrazionalità.

Nella realtà italiana, la finanza comportamentale trova i propri riscontri nelle decisioni dei risparmiatori, che hanno investito su azioni di banche, vedendosi prosciugare il capitale, nella speranza mal compensata di facili guadagni. I singoli sono quindi più disposti a rischiare di perdere un guadagno, che rischiare che una perdita diventi più ingente. Nel portfolio finanziario, l’investitore decide di vendere uno strumento finanziario in guadagno, anche marginalmente, invece che vendere un prodotto in perdita.

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12 Giugno 2017 RASSEGNA STAMPA

Articolo dedicato ai “direct lending”, i prestiti diretti alle imprese che si adattano più a investitori istituzionali o a family office e che, per quanto non esenti da rischi, che aprono una nuova prospettiva sul reddito fisso. Secondo Claudia Segre, presidente Global Thinking Foundation, «Essendo stipulati su base personale non vi sono anche le caratteristiche di trasparenza di un comparto di mercato trasparente o quotato, quindi attualmente ci troviamo di fronte a degli strumenti poco liquidi con duration contenute e un grado di rischio mitigato dalle clausole che seguono la durata del contratto di finanziamento diretto (limite alla distribuzione di dividendi, limite all’indebitamento, eccetera)».

 

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12 Giugno 2017 RASSEGNA STAMPA

Il Ftse Mib (+0,24% a 21.092 punti) incrementa lievemente i rialzi dopo l’apertura delle Borse americane (Dow Jones +0,22%, S&P 500 +0,17%). Il principale indice milanese “mantiene la quota dei 21 mila punti con il risultato delle elezioni inglesi che cancella le preoccupazioni su una ‘hard Brexit'”, spiega Claudia Segre, presidente della Global Thinking Foundation a MF-Dowjones. Il primo ministro inglese Theresa May voleva rafforzare la sua posizione negoziale con l’Ue sulla Brexit, ma alle elezioni i conservatori, che restano comunque il primo partito in Gran Bretagna, hanno perso la maggioranza assoluta.

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8 Giugno 2017 RASSEGNA STAMPA

Alla vigilia della riunione della Bce e delle elezioni in Gran Bretagna, si è concluso ieri pomeriggio nella sede milanese di Deutsche Bank il workshop “Eventi geopolitici e politiche monetarie: quali impatti sui mercati?” organizzato congiuntamente da Deutsche Bank e da Assiom Forex, l’associazione italiana che riunisce più di 1400 operatori finanziari e 450 istituti di credito. Mark Wall, Chief European Economist di Deutsche Bank, Stefano Masante, co-responsabile della Commissione Capital Markets e David Lee, della Commissione Forex di Assiom Forex , coordinati da Claudia Segre, direttore delle pubblicazioni di Assiom Forex, si sono confrontati con i colleghi dei desk dei principali istituti bancari italiani ed esteri riflettendo sulle implicazioni che comporterà l’uscita dal programma di acquisti da parte della Banca Centrale Europea.

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8 Giugno 2017 RASSEGNA STAMPA

Il Ftse Mib (+0,81% a 20.909 punti) resta sostanzialmente stabile con la conferenza stampa del presidente della Bce, Mario Draghi. Secondo Claudia Segre, presidente della Global Thinking Foundation, “il messaggio che è arrivato al mercato è che certamente siamo alle fasi finali del QE ma il processo di uscita” dalla politica monetaria accomodante “sara’ estremamente graduale. La fine del QE non vorrà dire passaggio immediato alla politica del rialzo dei tassi. Gli investitori sono quindi pen consapevoli del fatto che oggi si sia aperta una porta verso la ‘exit strategy’ ma nel complesso Draghi ha mantenuto un atteggiamento accomodante, anche piu’ del necessario”.

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6 Giugno 2017 APPROFONDIMENTI, EDUCAZIONE FINANZIARIA, NORMATIVE

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Mercoledì 24 maggio, i rappresentanti di banche centrali e Ministeri delle Finanze dei 15 paesi partecipanti all’indagine Pisa si sono confrontati a Parigi sulle strategie nazionali già attuate o in corso di attuazione, come nel caso dell’Italia, sui temi dell’educazione finanziaria e il loro impatto sui giovani e la società civile.

Scopri il resto dell’intervento https://www.salonedelrisparmio.com/notizie/alfabetizzazione-finanziaria-litalia-migliora-ma-rimane-sotto-la-media-ocse

 

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6 Giugno 2017 RASSEGNA STAMPA

Analisi a cura di Claudia Segre, presidente di Global Thinking Foundation. La volatilità della borsa americana misurata dall’indice Vix era rientrata, a metà maggio, sotto quota 10 punti, il minimo degli ultimi dieci anni, salutando la vittoria di Emmanuel Macron in Francia. Per qualche giorno ci siamo trovati di fronte a un momento di riflessione per la volatilità. In precedenza si erano registrati solo 10 episodi nei quali l’indice Vix è rimasto sotto quota 10, concentrati soprattutto nel corso degli anni 1993/1994 e 2006/2007.
Contemporaneamente, a metà maggio, terminava l’ampliamento degli spread sul credito, data anche l’attesa di una robusta ripresa dell’offerta di titoli dopo la tregua elettorale nella quale gli emittenti non si erano azzardati a esporsi, se non obbligati da necessità impellenti e imprescindibili. Gli analisti si sono interrogati se fossimo di fronte a una pausa estiva anticipata dei trader di volatilità oppure a un falso segnale di ritorno della propensione al rischio.
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6 Giugno 2017 RASSEGNA STAMPA

Cosimo Pastore intervista Claudia sull’importanza dell’educazione finanziaria come strumento per assumere in modo consapevole scelte in campo economico. Claudia Segre parla degli ultimi dati PISA presentati in occasione del recente Summit all’OCSE e analizza come siano le scuole i principali attori da coinvolgere in misura sempre maggiore per veicolare i concetti finanziari.

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6 Giugno 2017 RASSEGNA STAMPA

Video-intervista a Claudia Segre in occasione dell’IT Forum tenutosi a Rimini nel mese di Maggio. La presidente di Global Thinking Foundation commenta la presenza della Fondazione all’evento, presenta l’andamento dei mercati internazionali e spiega la necessità di continuare a investire in educazione finanziaria.

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24 Maggio 2017 RASSEGNA STAMPA

Analisi a Claudia Segre, presidente di Global Thinking Foundation. Non ci sono dubbi che i Paesi periferici dell’Unione Europea stiano beneficiando di una drastica riduzione del rischio politico, dopo l’esito delle elezioni francesi. Lo testimonia il ritorno solido dei flussi di investimento verso Paesi come l’Italia che hanno superato gli “esami primaverili” della Commissione Europea, che lunedì scorso ha rilasciato le “pagelle” ai singoli Governi. Brilla il Regno Unito nel grafico ufficiale per un eccesso del deficit, insieme a Francia, Spagna e Grecia ma, come sappiamo, ormai gli inglesi sono fuori dai giochi e quindi anche dalle sanzioni che gli potrebbero essere comminate, mentre i Paesi periferici sono in evidenza per i loro sbilanci macroeconomici, a causa dei quali sono sotto osservazione dallo scorso febbraio.

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