L’Italia fa un passo indietro su nove dei 17 obiettivi globali dell’Agenda 2030, fra cui la lotta alla povertà (Goal1), la tutela della salute (Goal3), l’istruzione di qualità (Goal4), il lavoro dignitoso, l’innovazione e le infrastrutture (Goal 11), la partnership (Goal17) e, con un segnale d’allarme importante, la parità di genere (Goal 5) e la lotta alle disuguaglianze (Goal 10). L’evento nazionale Asvis del Goal 5 è stato incentrato sulla violenza economica, un tema a me caro perché è uno degli scopi fondativi della Global Thinking Foundation, spiega Claudia Segre, presidente della Fondazione. Questo obiettivo ci distingue da altre associazioni che si occupano di educazione finanziaria in Italia e chiarisce l’unicità del modello che ha caratterizzato GLT sin dalla sua nascita: la nostra meta è realizzare progetti per “prevenire e combattere le situazioni derivanti da isolamento economico per le donne vittime di violenza economica, ponendo in atto azioni formative e divulgative a supporto dei principi di uguaglianza di genere e di riduzione dei danni sociali che derivano da questo fenomeno, che espone anche le nuove generazioni a una mancata partecipazione attiva allo sviluppo economico del Paese”. Nel Manuale di Prevenzione della Violenza Economica ed il Rapporto 2020 sulla Violenza Economica, pubblicato insieme ad Altis dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, abbiamo raccolto i risultati della prima analisi di impatto sociale fatta sul territorio nazionale, che ha rilevato un incremento tangibile del benessere finanziario delle partecipanti ai corsi di “Donne al Quadrato”.
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