Tra un superciclo di materie prime e l’altro i Paesi emergenti festeggiano

Riforma.it

Un’attenta osservazione dell’indice Blo­omberg delle Commodity (merci) ci può guidare nella storia dei corsi e ricorsi di quelli che dagli addetti ai lavori vengono chiamati “supercicli delle materie prime” identi­ficando periodi di crescita delle quotazioni che si protraggono nel lungo termine traendo linfa dalle dinamiche macroeconomiche e dai riassetti geo­politici globali. Il superciclo è durato sino al picco nel 2008 culminato con lo scoppio della crisi subprime e la conseguente recessione globale innescata dall’ef­fetto domino che ha travolto il debito delle banche prima e dei Paesi a seguire. La novità di questo nuovo trend al rialzo, che potremmo ribattezzare “Green Supercycle” è do­vuto alla sostanziale virata verso le tematiche Esg (Environmental, Socia/, Governance), presupposto delle politiche sulla sostenibilità e di una nuova cultura legata all’economia circolare, che spinge a esempio le auto elettriche riducendo gli investi­menti sui combustibili fossili. Il risvolto del mix fatale tra la scarsità delle materie prime e il “caro tra­sporti”, poi, con questi prezzi non permetterà di cogliere appieno il risvolto positivo di una ripresa economica che necessita una capacità di ripensa­mento delle produzioni e di ottimizzazione del­le fonti di finanziamento, e dei fondi, comunque cospicui, messi a disposizione delle microimprese.

Claudia Segre, Presidente Global Thinking Foundation

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