Libere di…VIVERE: il primo docufilm sulla violenza economica di genere

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Sarà presentato in anteprima al Cinema Anteo di Milano, lunedì 9 maggio alle 19.00, il docufilm Libere di…VIVERE, scritto e diretto da Antonio Silvestre e prodotto da Mario Tani per MAC film. L’opera, nata da un’idea di Claudia Segre, Presidente Global Thinking Foundation, vuole diffondere la conoscenza della violenza economica di genere e le sue conseguenze devastanti, attraverso testimonianze reali di donne vittime di questo tipo di abusi.

Libere di…VIVERE, il primo docufilm che affronta questo fenomeno esteso, sottile e ancora poco noto, trae origine (e titolo) dalla mostra-rassegna del fumetto e dell’arte disegnata itinerante, che in tre anni ha coinvolto più di 5.000 visitatori in 21 tappe.

Mescolando interviste reali a storie cinematografiche, interpretate dalle attrici protagoniste Stefania Pascali e Giulia Cappelletti, il regista Antonio Silvestre porta avanti oltre un’ora di racconto coraggioso ed emotivamente coinvolgente, supportato dalla sapiente fotografia di Nicola Saraval, dal montaggio ritmico di Daniele Tullio e dalle straordinarie musiche del Maestro Matteo Sartini. A fare da metafora alla narrazione, infine, c’è il tango, il ballo per eccellenza, rappresentato nelle coreografie di Laura Borromeo, con Tabata Caldironi e Julio Alvarez, e sulle note della Hyperion Ensemble.

Queste le parole del regista Antonio Silvestre:

“Mi sono avvicinato a Libere di…Vivere in punta di piedi, con il rispetto che merita un tema così delicato, che vede proprio noi uomini nel ruolo degli antagonisti o peggio dei protagonisti negativi. Attratto dalle pagine scritte negli ultimi anni dalla Global Thinking Foundation, ho approfondito lo studio della materia ed ho cercato di calarmi in una realtà ai più assolutamente sconosciuta. Più volte, durante le riprese e la post-produzione del film, mi sono trovato ad asciugare le lacrime dai miei occhi e da quelli di chi avevo accanto; è necessaria una rivoluzione culturale profonda che permetta alle nuove generazioni di invertire la rotta pericolosa che ci ha portati in un tunnel buio. Il messaggio di questo progetto è fatto di riflessione e di speranza e rende, a mio modo di vedere, questo documentario, un film necessario”.

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