Rinunciare alla carriera per quella del partner. Motivazioni e opportunità, oltre il pregiudizio di Giovanna Gallo

La Repubblica

Si chiama Mrs.March. La moglie dello scrittore, il romanzo d’esordio dell’autrice spagnola Virginia Feito, approdato nelle librerie italiane il 6 settembre 2022 (edito da HarperCollins), un libro che è una vera scommessa narrativa: l’intento è quello capovolgere lo stereotipo della casalinga dedita al marito, partner per cui ha felicemente rinunciato alla propria carriera, per trasformarla in una sorta di detective a caccia degli inganni (e, forse, qualcosa di peggio) dell’uomo per cui ha messo da parte ogni ambizione. Il tema può sembrare leggero e la trama – Mrs. March, perfetta padrona di casa e sostenitrice incallita del lavoro del suo uomo, che è romanziere di successo, scopre che l’orribile protagonista del suo ultimo libro è ispirata a lei – intreccia con maestria spunti in arrivo dal thriller e dal romanzo rosa, senza mai perdere di vista i sentimenti, le paure e le angosce della protagonista.

Sul piano di finzione, la distruzione dell’immagine della casalinga che cede il comando all’uomo di casa per fare la moglie o la madre funziona fintanto che la scelta iniziale, quella di non lavorare per permettere al partner di avanzare, viene rigettata in toto. Ma nella vita vera, cosa succede quando questa scelta viene fatta in modo pienamente consapevole, ovvero quando la carriera della donna viene messa serenamente in pausa (o fermata del tutto) per permettere a quella dell’altro di procedere?

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