Lingue straniere e mondo del lavoro: un legame imprescindibile

ALESSIA PENDOLINO, Assistant Progetto Donne al Quadrato

L’Unione Europea ha più volte rimarcato negli ultimi anni l’importanza di migliorare l’apprendimento delle lingue in Europa, sottolineando che entro il 2025[1] tutti i giovani europei che concludono un ciclo di studi secondari dovranno avere una buona conoscenza di due lingue oltre a quella della propria lingua madre.

“La Commissione europea illustra l’idea di uno spazio europeo dell’istruzione in cui l’istruzione, la formazione e la ricerca inclusive e di alta qualità non siano limitate da confini, in cui sia consuetudine trascorrere un periodo in un altro Stato membro per studiare, formarsi o lavorare, in cui parlare altre due lingue oltre alla propria lingua madre sia una pratica molto più diffusa e le persone abbiano un forte senso della propria identità di europei, nonché consapevolezza del comune patrimonio culturale e linguistico dell’Europa e della sua diversità. Il potenziamento della competenza multilinguistica consentirà alle persone di trarre maggiori benefici dalle opportunità disponibili sul mercato interno, tra cui la libera circolazione dei lavoratori, nonché di prendere decisioni più informate circa le opportunità esistenti in altri paesi dell’UE”[2].

Perché lo studio delle lingue straniere è così importante? In un mondo sempre più multiculturale, globalizzato e digitalizzato, la conoscenza delle lingue straniere è diventato un vero e proprio must. Prima di tutto è un modo per mettersi in gioco e un’esperienza stimolante, ma la conoscenza di una lingua diversa da quella madre rappresenta oggi soprattutto un valore aggiunto all’interno della società e del mondo del lavoro, in quanto fornisce agli studenti gli strumenti necessari per far fronte, in modo sicuro e consapevole, alle sfide che il mercato del lavoro presenta. Apre inoltre un enorme ventaglio di opportunità a livello formativo e rappresenta un importante trampolino di lancio.

L’importanza della conoscenza delle lingue straniere si fa sempre più viva nel nuovo mercato del lavoro, infatti spesso anche in aziende italiane i colloqui di assunzione avvengono interamente in lingua inglese. Questo perché parlare inglese in modo chiaro e fluente rappresenta oggi un requisito fondamentale per la grande maggioranza delle aziende, siano esse grandi multinazionali o piccole imprese. Personale qualificato significa anche e soprattutto dipendenti che abbiano una conoscenza ben approfondita di almeno una lingua straniera. I contatti e gli scambi con paesi stranieri, europei o extra-europei, e la necessità di comunicare con l’estero richiedono personale preparato, in grado di gestire la comunicazione, ma soprattutto in grado di comprendere tutte quelle informazioni che nella gran parte degli ambiti sono disponibili, per esempio, solo in lingua inglese.

Le nuove generazioni sono avvantaggiate nello studio delle lingue straniere grazie all’avvento della digitalizzazione, che sta gradualmente prendendo piede in tutti gli ambiti della nostra vita e così anche nell’ambito dell’istruzione. Inoltre, nell’ultimo anno la pandemia da Covid-19 ha reso necessaria e fondamentale la DAD (didattica a distanza) in moltissime scuole e università, il che ha fatto sì che gli strumenti utili per poter continuare a studiare da casa abbiano subito un rapido e importante sviluppo. Infatti, esistono oggi tantissimi programmi che permettono di studiare online, senza l’ausilio di lezioni in classe e in presenza. Tra questi, oltre alle varie piattaforme di comunicazione per video lezioni, troviamo anche molteplici siti web, applicazioni e programmi online, grazie ai quali è possibile svolgere dei veri e propri corsi di lingua in piena autonomia, completi di esercitazioni e test. Sicuramente anche i traduttori online sono un altro strumento molto utile nato negli ultimi anni. Permettono di comunicare in modo sempre più efficace, perché gli sviluppi e i perfezionamenti in questo ambito stanno rendendo la traduzione via via più precisa e corretta.

Grazie ai progressi fatti nell’ambito dell’istruzione, anche i viaggi all’estero per finalità di studio rappresentano oggi un aspetto importante della preparazione dei giovani, sia perché più accessibili in termini economici, sia perché le distanze tra paesi sono state notevolmente ridotte dalla globalizzazione. I programmi di studio all’estero come gli Erasmus, gli scambi interculturali in famiglie ospitanti e le vacanze studio in paesi europei o extra-europei, sono sempre più frequenti nelle scuole e nelle università, incentivati anche da borse di studio e agevolazioni. Le esperienze all’estero sono sicuramente uno dei mezzi più efficaci e soprattutto più formativi per gli studenti, perché permettono di immergersi in una cultura e in una lingua diversa dalla propria, studiare e allo stesso tempo divertirsi e fare nuove conoscenze.

È emozionante la prima volta che viaggi in un paese straniero e ti rendi conto di essere in grado di comunicare con le persone del posto, di riuscire a esprimerti e farti capire in una lingua che non è la tua. È emozionante instaurare delle relazioni con persone che parlano un’altra lingua, scambiarsi esperienze, racconti, discutere di argomenti che interessano il tuo paese e il suo. È emozionante entrare in contatto con una cultura diversa dalla tua e immergerti completamente in essa, coglierne le peculiarità e le differenze. Tutto ciò apre la mente e nuovi orizzonti, ti porta a guardare oltre e soprattutto fa sì che le relazioni con l’estero siano sempre più frequenti, nel lavoro e nella quotidianità. È proprio così che si riempie il tuo bagaglio di vita, viaggio dopo viaggio, esperienza dopo esperienza.

 

[1] https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:52017DC0673

[2] https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32019H0605(02)