Violenza economica di genere, Segre (Glt Foundation): “Nel 2022 il 33% di richieste a tema finanziario”

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È necessario implementare politiche per prevenire la violenza economica di genere. Mai come in questo momento la Convenzione di Istanbul è al centro di un dibattito acceso. Occorre lavorare con efficacia e determinazione per attuarla pienamente. Lo ha detto Claudia Segre, presidente di Global Thinking Foundation, durante il dibattito all’Auditorium San Pio X – Angelo Brizi, a Roma dopo la proiezione del docufilm Libere di… VIVERE.

“E’ importante ricordare che la violenza economica colpisce circa il 25% delle donne, con punte del 40% in alcune regioni italiane. Molte di loro non hanno un conto corrente personale, né la gestione dei soldi di famiglia, dipendendo del tutto dalle entrate del compagno/marito/familiare. Secondo i dati raccolti dal nostro sportello Donne al quadrato, poi inseriti nel Manuale di prevenzione della violenza economica per difendere il diritto all’indipendenza e all’uguaglianza di genere, emerge che nel 2022 il 33% delle segnalazioni ha riguardato un tema finanziario, il 28% una questione economico-familiare, il 18% aspetti legali e frodi e un altro 18% orientamento al lavoro e mobbing. Il restante 3% una richiesta su questioni fiscali e societarie. Il 56% delle segnalazioni è arrivato da donne tra i 35 e i 50 anni, il 17% da donne over 50 e il 27% da donne tra i 25 e i 35”. Il ruolo degli enti del terzo settore è fondamentale per contribuire attivamente al cambiamento, che è anche e soprattutto culturale sulla violenza di genere”.

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