Come aiutare i bambini ucraini (anche in Italia)

Donna Moderna

I primi profughi ucraini sono arrivati in Italia, nelle scorse ore, a Trieste e Piacenza in autobus. Si tratta soprattutto di donne e bambini, mentre i mariti sono rimasti a combattere. Altri hanno raggiunto in auto Brescia, Padova, qualcuno anche Roma, dove ad aspettarli ci sono parenti o amici. Ma moltissimi non possono lasciare l’Ucraina, sia per mancanza di mezzi, sia perché malati. “Siamo molto preoccupati: le notizie che arrivano sono pessime: molti bambini sono stati portati nei rifugi degli ospedali, ma l’assistenza medica è diminuita perché dottori e infermieri hanno a loro volta famiglie da mettere in salvo. C’è un’enorme carenza di assistenza ospedaliera, che ha effetti sui malati, soprattutto i più piccoli”  ammette Claudia Segre, presidente di Global Thinking Foundation, che da alcuni anni segue e supporta progetti di assistenza per bambini malati oncologici in Ucraina, in collaborazione con l’Associazione Soleterre.

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