Crisi energetica: COP26 ultima chiamata

First Online- Claudia Segre

La prossima riunione COP26 di Glasgow è l’ultima occasione per evitare la colpevole sottovalutazione della crisi energetica e per cominciare invece a gestirla come richiede. Tutto è cominciato con la constatazione di un anno termico complicato per l’emisfero settentrionale come segnalato dagli australiani a più riprese: scorte basse, difficoltà a reperire le navi per il trasporto, i danni dell’uragano Ida hanno visto Asia e USA correre ai ripari sugli approvvigionamento, in un periodo cruciale per la transizione energetica che ha posto tutta l’attenzione e gli sforzi di diversificazione verso il gas liquido.  Sullo sfondo di un possibile dramma per il mercato energetico la frontiera dell’idrogeno sembra sempre più presente e vicina, anche grazie all’annuncio dell’azienda norvegese: Equinor Asa che ha destinato ben 12 miliardi di dollari Usa di investimenti nella ricerca e sviluppo dell’idrogeno “verde” con un evidente obiettivo di raggiungere una fetta di mercato di almeno il 10%, per cominciare, entro il 2035.  Per leggere l’articolo completo di Claudia Segre clicca qui.

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