Il Covid-19 rischia di lasciare ferite profonde nella vita economica, finanziaria e lavorativa delle donne. Nelle ultime settimane, mi sono imbattuta in una serie di dati ed eventi che fanno riflettere. Il primo è un’indagine di Global Thinking foundation, con il contributo di Powderly su un campione di mille donne italiane, che è stata svolta in un periodo comprensivo del lockdown (febbraio – luglio). Il sondaggio fa emergere l’elevato grado di analfabetismo finanziario che rende vulnerabili le donne, ancor più in una fase di crisi come quella attuale. Gli strumenti per cambiare ci sono, anche nell’ambito economicofinanziario. Innanzitutto, la formazione: in Italia, ottobre è il mese dell’ “educazione finanziaria”. Global Thinking Foundation, che da tre anni promuove il percorso Donne al quadrato, ha misurato, con la collaborazione di Altis (Alta scuola impresa e società dell’Università cattolica del Sacro Cuore), l’impatto sociale dei suoi corsi attraverso un questionario somministrato prima e alla fine delle lezioni. Il benessere finanziario delle partecipanti ai corsi è cresciuto del 5%, si legge in una nota della Fondazione. Questo dato si riflette in un miglioramento del contesto macroeconomico (+6%), in un potenziamento degli aspetti individuali di benessere finanziario (+5%) e in un incremento di conoscenze (+10%), che ha poi comportato un miglioramento degli aspetti legati a personalità (+5%), attitudini (+5%) e comportamenti (+4%).
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