I freni tirati dell’imprenditoria femminile

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La strada da percorrere nell’imprenditoria femminile è ancora in salita. Oggi in Italia solo il 22% delle imprese sono guidate da donne e ancora più bassa è la percentuale di imprese giovanili femminili: poco più di 11 su 100 di quelle guidate da donne (fonte: V Rapporto Nazionale Imprenditoria Femminile 2022 di UnionCamere – Centro Studi Guglielmo Tagliacarne).

Il risultato è la conseguenza di una situazione che vede le donne penalizzate anche nel mondo del lavoro. Sono infatti spesso sottopagate (lo stipendio di una donna è mediamente inferiore del 31% rispetto a un uomo e, anche se laureata, guadagna il 20% in meno) e poco considerate quando si parla di opportunità di carriera.

C’è poi un altro problema, ben più grave anche se poco conosciuto: la violenza economica. Un fenomeno diffuso e spesso sottovalutato, persino da chi ne è vittima. Diventa quindi necessario farlo conoscere e promuovere iniziative mirate per contrastarlo. Anche per questo fine è nata e opera la Global Thinking Foundation, la cui finalità è promuovere una cultura di cittadinanza economica tra studenti meno abbienti, famiglie e risparmiatori, sostenendo i Global Goals dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Fondatrice e presidente è Claudia Segre una delle più accreditate esperte di finanza e attiviste per la parità di genere in Italia. La stessa fondazione ha da poco pubblicato un Manuale di prevenzione della violenza economica, frutto di almeno cinque anni di esperienza diretta sul tema.

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