Articolo redatto da Claudia Segre.
“Ci sono altri pesci in mare”, il titolo dell’installazione di Superflex che a Palazzo Strozzi evocherà i cambiamenti climatici. Sì, perché, come ho evidenziato con il caso Credit Agricole, dopo il segnale forte della BCE, una cosa è ormai chiara: il rischio climatico non si negozia, si gestisce e si capitalizza, diventando un asset proprietario. Quindi non basta più integrarlo soltanto nei modelli di governance o nei report di sostenibilità: occorre misurarlo, anticiparlo e gestirlo in modo operativo.
Il passaggio è profondo e cruciale. Il rischio climatico non è più soltanto una variabile ambientale o reputazionale, ma una componente strutturale che incide sulla qualità del credito, sulla continuità operativa, sulla pianificazione industriale e, in ultima analisi, sulla stabilità economica. Non è più un tema di disclosure, ma di sopravvivenza competitiva e di impegno sociale.
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