Da un’indagine condotta da Global Thinking Foundation emerge che tra le donne che hanno un conto corrente (il 14% non ne ha uno, nemmeno cointestato), il 68% possiede dei risparmi, ma il 56% li lascia sul conto perché non sa come investirli. «Questo succede perché da un lato c’è un modello culturale delle “convinzioni invisibili” che scoraggia le donne ad avvicinarsi al denaro fin da bambine, dall’altro, invece, ci sono gli aspetti psicologici, fili sottili che ci trattengono, come una scarsa “financial self-efficacy”, ovvero quell’insicurezza che ci fa credere di non essere all’altezza di occuparci di materie apparentemente complicate come la finanza» spiega Nadia Linciano, responsabile Uffici studi economici della Consob. “Per noi donne i soldi restano confinati alle piccole spese e alla gestione quotidiana della famiglia e non li pensiamo, invece, come strumento di emancipazione, libertà e realizzazione dei nostri obiettivi» spiega Claudia Segre, presidente di Global Thinking Foundation. Scardinata la mancanza di fiducia, siamo brave a risparmiare e a investire. È istinto femminile, sensibilità, lungimiranza. Noi pensiamo sempre di più al futuro, a proteggere la famiglia, soprattutto i figli» conclude Claudia Segre. La strada intrapresa finora è quella giusta e inizia a dare i suoi frutti.
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