“L’educazione finanziaria e digitale hanno e avranno sempre di più un ruolo strategico per colmare i differenziali di genere e raggiungere una maggiore inclusione, soprattutto in settori come la cybersecurity e il fintech in cui le donne sono praticamente assenti”. Lo ha detto Claudia Segre, presidente Global Thinking Foundation, non-profit nata nel 2016 per diffondere l’alfabetizzazione finanziaria e digitale per le fasce più deboli, intervenendo a un panel sul tema del gender finance, organizzato in Lussemburgo in occasione del 65esimo anniversario di LFMA, l’Associazione degli operatori del mercato finanziario del Lussemburgo con Karin Scholtes, responsabile HR e comunicazione della BIL.
“La finanza può tornare a un approccio più umano, attento alla persona, solo attraverso una maggiore partecipazione delle donne alle attività del comparto che oggi resta limitata al settore legale, alla compliance, alle risorse umane e alla ricerca, quindi lontano dalla ‘sala comandi’”, ha proseguito la presidente di GLT Foundation, aggiungendo che “la comunità finanziaria deve assumere un forte impegno culturale sulla parità di genere se si vogliono realmente sostenere l’occupazione, lo sviluppo delle carriere e la presenza delle donne nei luoghi decisionali”.
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