Le imprese con almeno una donna nel cda producono risultati migliori del 40%, vale a dire, calcola l’ultimo Report Gender 3000 di Credit Suisse, margini azionari del 3,5% l’anno. Percentuale che arriva al 3,8% se la presenza femminile tra le figure apicali supera il 33%.
Questi dati mostrano come la comunità finanziaria avrebbe tutto l’interesse di impegnarsi per perseguire “l’occupazione, lo sviluppo delle carriere e la presenza delle donne nei luoghi decisionali”, ha sottolineato Claudia Segre, presidente della Global Thinking Foundation, non-profit nata nel 2016 per diffondere l’alfabetizzazione finanziaria e digitale come strumento di empowerment per raggiungere l’indipendenza economica e, quindi, lo sviluppo sociale, intervenendo al panel sul gender finance, organizzato in Lussemburgo.
Serve una campagna d’educazione e una rivoluzione culturale.
In particolare, si deve partire da una rivoluzione culturale e nondimeno puntare sul ruolo strategico dell’educazione finanziaria e digitale “per colmare i differenziali di genere e raggiungere una maggiore inclusione soprattutto in settori come la cybersecurity e il fintech in cui le donne sono praticamente assenti”, ha aggiunto la Segre.
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