Secondo il World Economic Forum l’Italia arretra per la parità di genere nei settori della politica, dell’economia, e dell’istruzione, scivolando al 76 esimo posto su 153 Paesi, dal 70esimo posto dell’anno scorso. Un ritratto simile emerge dal rapporto dell’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere, che ha assegnato alla penisola il punteggio più basso di tutti gli Stati membri dell’Ue per quanto riguarda le discriminazioni nell’accesso al mondo del lavoro e ad una serena conciliazione tra lavoro e famiglia. “Solo chi non vede questi dati può pensare che le istanze sulla parità di genere siano capricci”, afferma Claudia Segre, presidente e fondatrice di Global Thinking Foundation, fondazione che lavora all’alfabetizzazione finanziaria delle fasce più deboli della popolazione per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030. “L’uguaglianza di genere permea e attraversa trasversalmente tutti i 17 obiettivi globali dell’Agenda 2030 come un filo rosso che si lega all’ottenimento di una sostenibilità economica diffusa e globale”, spiega la Presidente Claudia Segre.
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