FOCUS EDUFIN: ESG IN 8 PUNTI – Seconda puntata

Stefano Dallafina Head of Marketing, Global Inclusion & Diversity Ambassador State Street International Bank GmbH Italia

Riprendiamo quanto pubblicato nella sezione “Focus EDUFIN” del primo numero della Newsletter andando a esplorare altri concetti chiave del mondo ESG. In questa sezione ci focalizzeremo su acronimi, inglesismi, nomi di prodotti ed istituzioni che giocano un ruolo fondamentale nell’applicare la pratica alla teoria quando le case di gestione producono, confezionano e distribuiscono prodotti ESG.

  1. FSB e TCFD
    • Financial Stability Board (FSB) nasce nel 2009 come successore del Financial Stability Forum. È un organismo internazionale che ha il compito di monitorare il sistema finanziario globale. Ha anche l’autorità di promuovere suggerimenti ed indicazioni comportamentali nei confronti dei membri: le banche centrali, istituzioni finanziarie internazionali (es IMF, La Banca Mondiale) ed altre istituzioni come enti regolatori e enti che promuovono standardizzazione a beneficio del mondo finanziario.
    • La Task Force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD) è stata costituita nel 2015 e ha lo scopo di creare principi e linee guida utilizzabili dalle società possano rendere noti i rischi finanziari legati ai cambiamenti climatici. Le informazioni sono rese pubbliche a investitori, istituti di credito, assicuratori e altre parti interessate. La Task Force considera i rischi fisici, di responsabilità e di transizione associati ai cambiamenti climatici e ciò che costituisce un’informativa finanziaria efficace in tutti i settori. Il lavoro e le raccomandazioni della Task Force aiutano le aziende a capire che cosa richiedono i mercati finanziari dalla divulgazione di tali informazioni affinché possano misurare, e reagire ai, rischi del cambiamento climatico ed infine incoraggiare le imprese ad uniformare le loro informazioni con le esigenze degli investitori. A giugno giugno 2017 ha pubblicato le sue raccomandazioni con l’obiettivo di guidare il settore privato nella rendicontazione delle informazioni necessarie a investitori, finanziatori e compagnie di assicurazione per valutare i rischi e le opportunità legati al clima. Dal momento della pubblicazione, oltre 600 organizzazioni hanno espresso il loro sostegno all’informativa sui rischi finanziari climate-related nei principali documenti societari.
  1. SASB e CDSB
    • Il Sustainability Accounting Standards Board (SASB) è una delle delle organizzazioni più accreditate nella creazione di standard di reporting. Permette ad aziende e investitori di collegarsi per dialogare sugli impatti finanziari della sostenibilità. La missione di SASB è aiutare le aziende di tutto il mondo a identificare, gestire e riferire sugli argomenti di sostenibilità che contano di più per i loro investitori. Gli standard SASB sono sviluppati sulla base di un ampio feedback raccolto presso imprese, investitori e altri partecipanti al mercato call’interno di un processo trasparente, documentato e reso pubblico. Gli standard SASB si differenziano in funzione dell’industria, consentendo agli investitori e alle aziende di confrontare le prestazioni di una società con un’altra e all’interno di un settore.
    • Il Climate Disclosure Standards Board (CDSB) è un consorzio internazionale composto da ONG imprenditoriali ed ambientali ed è impegnato a far progredire e ad allineare il modello di reporting aziendale globale per equiparare il capitale naturale con il capitale finanziario. Ciò è possibile offrendo alle aziende un modello per effettuare la comunicazione di informazioni ambientali con lo stesso rigore utilizzato per comunicare le informazioni finanziarie. Il reporting aiuta le aziende a fornire agli investitori informazioni ambientali utili per prendere decisioni strategiche tramite la relazione aziendale generale, migliorando quindi l’allocazione del capitale. SASB e CDSB hanno deciso di pubblicare congiuntamente un documento di supporto, il TCFD Implementation Guide, per l’implementazione delle raccomandazioni TCFD, elaborando una guida pratica applicabile in tutto il mondo e per tutti i settori industriali.
  1. BETTER ALIGNMENT PROJECT

La collaborazione tra SASB e CDSB rafforza il lavoro del Better Alignment Project, progetto biennale nato nell’ambito del Corporate Reporting Dialogue (piattaforma che riunisce CDP, Carbon Disclosure Project – e altre organizzazioni attive sugli standard di reporting) per migliorare l’allineamento nel panorama della disclosure aziendale. Il documento pubblicato è il primo di una serie che CDSB e SASB intendono realizzare nei prossimi anni in base allo sviluppo degli strumenti disponibili e delle pratiche di reportistica.

  1. GREEN WASHING

È un neologismo che indica la strategia di comunicazione di certe imprese, organizzazioni o istituzioni politiche finalizzata a costruire un’immagine di sé ingannevolmente positiva sotto il profilo dell’impatto ambientale, allo scopo di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dagli effetti negativi per l’ambiente dovuti alle proprie attività o ai propri prodotti.

  1. SOCIAL BOND

I Social Bond sono prestiti obbligazionari, finalizzati al sostegno di iniziative di elevato interesse sociale e sono emessi da Banche appartenenti sul territorio. Offrono ai sottoscrittori un rendimento di mercato e prevedono che, con il funding riveniente dai titoli collocati, la banca eroghi somme di denaro a titolo di liberalità o finanziamenti, a condizioni competitive a sostegno di progetti o investimenti per favorire l’innovazione sociale. I Social Bond hanno ricevuto alcuni importanti riconoscimenti tra cui il Premio Nazionale per l’Innovazione 2013 conferito dal Presidente della Repubblica Italiana. Questa tipologia di prodotto incontra il favore dei risparmiatori perché permette di coniugare, nelle scelte di investimento, obiettivi economici individuali (ottenere un’adeguata remunerazione dell’investimento) con quelli valoriali di interesse generale (favorire la realizzazione di iniziative che creano valore per la società). Rappresentano per l’imprenditoria sociale e le organizzazioni non profit uno strumento alternativo di finanziamento e raccolta fondi.

  1. GREEN BOND

I Green Bond, letteralmente “obbligazioni verdi”, sono titoli obbligazionari emessi da società corporate o enti sovranazionali con lo scopo di utilizzare i fondi raccolti con la vendita degli stessi titoli, per finalità a difesa dell’ambiente e alla riduzione di emissioni di CO2. In sostanza, servono a raccogliere capitali da investire in progetti vantaggiosi dal punto di vista ambientale: centrali eoliche, iniziative legate alla prevenzione e controllo dell’inquinamento, all’utilizzo sostenibile dell’acqua o all’edilizia eco-compatibile, per citare qualche esempio.

  1. IMPACT INVESTING

L’impact investing nasce in risposta alla crescente consapevolezza sui temi della sostenibilità e dell’equità sociale, affiancandosi ai modelli tradizionali di investimento e di sviluppo. Gli investimenti di impatto si riferiscono a investimenti “realizzati in società, organizzazioni e fondi con l’intento di generare un impatto sociale o ambientale misurabile e benefico oltre a un ritorno finanziario”. Gli investimenti d’impatto forniscono capitali per affrontare problemi sociali e/o ambientali. Secondo l’ultimo report del Global Impact Investing Network (GIIN), l’ammontare di risorse gestite nel settore a livello mondiale è superiore a 100 miliardi di dollari.

  1. 17 UN SDG – Obiettivi di Sviluppo Sostenibile

I 17 Sustainable Development Goals compongono la cosiddetta Agenda 2030 e si riferiscono a diversi ambiti dello sviluppo sociale, economico e ambientale, che devono essere considerati in maniera integrata, inclusi i processi che li possono accompagnare, e favorire in maniera sostenibile, inclusa la cooperazione internazionale e il contesto politico e istituzionale, lo sviluppo economico e sociale. Sono presenti come componenti irrinunciabili, numerosi riferimenti al benessere delle persone e a un’equa distribuzione dei benefici dello sviluppo. Ogni goal ha obiettivi specifici da raggiungere da qui al 2030. Concordati dall’ONU sono strettamente correlati tra loro e mirano a risolvere, successivamente all’identificazione di circa 200 target, un’ampia gamma di problematiche riguardanti lo sviluppo economico e sociale: povertà, fame, salute, istruzione, cambiamento climatico, uguaglianza di genere e sociale, acqua, energia, urbanizzazione, ambiente, servizi igienico-sanitari.